mercoledì 23 marzo 2011

CREPUSCOLARI


Desolazione del povero poeta sentimentale
dal Piccolo libro inutile 1906
 
I.
 
Perché tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio.
Perché tu mi dici: poeta?
 
II.
 
Le mie tristezze sono povere tristezze comuni.
Le mie gioie furono semplici,
semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei.
Oggi io penso a morire.
 
III.
 
Io voglio morire, solamente, perché sono stanco;
solamente perché i grandi angioli
su le vetrate delle cattedrali
mi fanno tremare d'amore e di angoscia;
solamente perché, io sono, oramai,
rassegnato come uno specchio,
come un povero specchio melanconico.
Vedi che io non sono un poeta:
sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.
 
IV.
 
Oh, non maravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole così vane,
Dio mio, così vane,
che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire.
Le mie lagrime avrebbero l'aria
di sgranare un rosario di tristezza
davanti alla mia anima sette volte dolente,
ma io non sarei un poeta;
sarei, semplicemente, un dolce e pensoso fanciullo
cui avvenisse di pregare, così, come canta e come dorme.
 

V.
 
Io mi comunico del silenzio, cotidianamente, come di Gesù.
E i sacerdoti del silenzio sono i romori,
poi che senza di essi io non avrei cercato e trovato il Dio.
 
VI.
 
Questa notte ho dormito con le mani in croce.
Mi sembrò di essere un piccolo e dolce fanciullo
dimenticato da tutti gli umani,
povera tenera preda del primo venuto;
e desiderai di essere venduto,
di essere battuto
di essere costretto a digiunare
per potermi mettere a piangere tutto solo,
disperatamente triste,
in un angolo oscuro.
 
VII.
 
Io amo la vita semplice delle cose.
Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco a poco,
per ogni cosa che se ne andava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia malato.
 
VIII.
 
Oh, io sono, veramente malato!
E muoio, un poco, ogni giorno.
Vedi: come le cose.
Non sono, dunque, un poeta:
io so che per esser detto: poeta, conviene
viver ben altra vita!
Io non so, Dio mio, che morire.
Amen.


Sergio Corazzini

mercoledì 16 marzo 2011

IL FASCISMO

Miei cari centogiornisti ecco a voi lo schema che abbiamo iniziato a scuola...
ciao, il Prof!

venerdì 11 marzo 2011

SAGGIO BREVE

Ci siamo? Siamo pronti ad un bel tuffo nell'argomentazione e nella dialettica?
Ieri e oggi ho fatto un'interessante "surfata" in internet e scandagliando gli abissi del web ho trovato un bel sito che spiega in modo schematico e semplice i passi fondamentali per costruire in modo idoneo un testo argomentativo come il "saggio breve" per le maturità.
Il sito contiene elementi preziosi anche per quel che riguarda l'articolo di giornale.
Guardatelo con attenzione e scaricate il saggio "Il potere della televisione", portatelo a scuola, che ne parliamo in classe Sabato.

Ecco il link:
http://www.guidamaturita.it/?page_id=685

ciao, il prof.

martedì 8 marzo 2011

PAROLE CHIAVE!

Ciao a tutta la V C!
Visto che la storia del novecento è sempre più intricata bisogna iniziare a metterla in ordine attraverso alcune parole chiave!
La Rivoluzione Bolscevica ha le sue:
-Bolscevico
-Rivoluzione del 1905
-Duma
-Rivoluzione del febbraio 1917 e dell'ottobre 1917.
-URSS
-NEP
-Lenin
-Zar Nicola II
-Armata Rossa (Trockij)




Se queste parole hanno un senso ed una collocazione precisa all'interno della Rivoluzione del 1917 allora siamo a "cavallo"... Se non tutte ci dicono qualcosa allora bisogna riguardare appunti e testo...
Ciao il Prof!

lunedì 21 febbraio 2011

"ZANG TUMB TUMB"

Miei cari [VELOCE ANDANTE] FUUUUUTUUUUUUUUUURISTI!!!!!!!!
Lo schiaffo, il pugno e la macchina veloce! Ma c'è di più! C'è anche la pittura...


Questa è un'opera di Umberto Boccioni: "La città che sale" del 1910
Cercate anche Carlo Carrà e Fortunato Depero

E ora il maestro declamato da un esilarante spettacolo degli "Elio e le storie tese":
http://www.youtube.com/watch?v=wdej6dnhAcs&feature=related

Ciao, il prof!

mercoledì 16 febbraio 2011

RIVOLUZIONE!

Alle mie giovani "bolsceviche", con la speranza di chiarire l'ultimo passaggio della lezione di oggi...


e per par condicio:




Ciao, il Prof!